George S. Patton Papers: Diaries

Internet è una miniera incredibile di informazioni. Il 2020 ci ha tenuto a casa per un bel po’ di tempo e ci ha permesso di andare a zonzo nei meandri del web.

Il Gen. Patton è uno dei generali statunitensi più conosciuti della Seconda Guerra. Ha diretto tra l’altro tutta l’operazione Husky come capo della Settima Armata.

George Smith Patton è quasi una figura mitologica della Seconda Guerra Mondiale con una reputazione molto forte e molto ancorata. Viene addirittura soprannominato il Generale di Acciaio e ha cercato sempre di mantenere questa immagine di uomo forte e determinato.

Lieutenant General George S. Patton Jr., 1943. (pictured before his promotion to full General).
U.S. Army Signal Corps. “George Patton as Lt. General.” March 30, 1943.

Library of Congress Prints and Photographs Division – Washington

Durante il suo servizio ha scritto un diario dove riporta le sue attività di ogni giorno e dove aggiunge commenti molto interessanti sugli sviluppi dei conflitti. È interessante vedere questi pezzi di storia attraverso gli occhi di uno che li ha influenzati.

La parte del diario che mi ha interessato è ovviamente quella del luglio 1943, dell’Operazione Husky, quando per la prima volta gli Alleati mettono il piede sulla Fortezza Europa.

Leggendo quelle pagine si ci rende conto che il Generale d’Acciao non sembra un uomo così duro. Il suo diario è ricco di momenti di compassione pieni di umanità.

Il Gen. Patton scrive per esempio quando arriva a Palermo:

Fonte: Library of Congress, Manuscript Division, George S. Patton Papers.

Il porto è meno danneggiato di quanto documentato, ma il lungomare e gran parte della città sono terribilmente distrutti. Sono contento di non aver utilizzato un attacco aereo o navale per facilitare l’avanzata della seconda divisione corazzata. Mi sono astenuto dal farlo perché non volevo causare una morte inutile ad altri civili. La moderazione è stata un’idea del generale Keyes, un ottimo soldato.

George S. Patton Papers: Diaries, 23 luglio 1943 – translated from Annotated transcripts

La sua volontà di evitare l’incremento del numero dei morti mi sembra lontano da quello che potremo immaginare come un Generale d’Acciaio. Inoltre, questo sentimento di umanità si ritrova in varie parti del suo diario.

Leggendo questa versione trascritta mi è venuta la curiosità di vedere più in dettaglio la versione originale manoscritta di cui trovate un estratto in seguito.
Non so cosa ne pensate, però credo che purtroppo la versione originale è molto complicata da leggere per la grafia poco chiara.

Fonte: Library of Congress – Washington

Confrontando le due versioni possiamo notare che non corrispondono al 100%.

Una volta notate queste differenze che potrebbero influenzare sull’immagine che ci possiamo fare oggi del Generale Patton, mi sono chiesto come mai ci sono alcune differenze. Ho voluto sapere chi ha trascritto e come è stato trascritto il diario originale. Ed è così che ho deciso di scrivere alla Library of Congress per aver maggiori informazioni sulla trascrizione.
Ho chiesto in particolare se la trascrizione era stata fatta sotto la sua supervisione o effettuata da qualcun’altro dopo la sua morte nel 1945.

La risposta è stata rapidissima. Hanno risposto alla mia mail in giornata e tengo a ringraziare particolarmente l’efficienza di chi lavora per la Library of Congress a Washington.

Dear Mr. Rothier,

Thank you for reaching out about the Patton diaries. There are major differences between the transcriptions and the original diaries. The transcripts of the WWII diaries were created after Patton’s death by his wife and former aides. In them, abbreviations are spelled out, nicknames are converted to full names, misspelled words are corrected, contexts are embellished, and the candidness of Patton’s observations is made more diplomatic. Some of the edits, additions, and omissions are indeed significant.

Because of the discrepancies, I am so pleased we were able to digitize both the original diaries written by Patton and the posthumously prepared transcripts. However, I do agree that the introduction to our Patton diaries website could have made clearer their origins and the differences between them. I will suggest that we edit the introduction to the website to clarify all of this. Your inquiry highlights the importance of doing so, and I thank you for contacting us. 

Best of luck with your project.

Margaret McAleer

I diari del Gen. Patton sono stati trascritti da sua moglie con qualche ex-assistente; non è una semplice trascrizione perché come ci è stato sottolineato da Margaret McAleer ci sono varie modifiche al testo originale:

I contesti vengono abbelliti e la franchezza delle osservazioni di Patton viene resa più diplomatica. Alcune delle modifiche, aggiunte e omissioni sono davvero significative.

Traduzione di un’estratto della mail di Margaret McAleer – Library of Congress – Washington

Prima di accorgermi di questo divario tra le due versioni del diario, avevo pensato di cominciare un bel progetto di traduzione in italiano però credo che servirebbe una versione trascritta fedele al diario manoscritto. Sarebbe anche interessante confrontare le due versioni per studiare qual era l’intenzione degli autori della trascrizione capendo meglio cosa hanno modificato.


Fonte: https://www.loc.gov/collections/george-s-patton-diaries/about-this-collection/

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