Esodo francese del 1940 – Racconti

Molti di voi sanno che sono francese, che sono del nord della Francia.

Molti mi dicono “La Normandia?” Rispondo sempre “No, un po’ più a nord, Piccardia.” Vengo del dipartimento dell’Aisne: una zona molto agricola con poche grandi città ma cosparsa di piccoli comuni che hanno lo stesso numero di abitanti di un condominio palermitano.

Quelle parti sono conosciute per aver vissuto i due conflitti mondiali in pieno. In particolare, la Prima Guerra Mondiale con il “Chemin des Dames” una grande linea di fronte che tagliava questa regione in due. Infatti, la mia famiglia stava al nord di questa frontiera e ha conosciuto bene l’occupazione della Prima Guerra Mondiale.

Quando poi, durante la seconda guerra mondiale, l’esercito tedesco ha invaso il nord della Francia nel 1940, tutti sono scappati verso sud per non rivivere la difficile convivenza con i tedeschi. I miei nonni, ancora bambini all’epoca, si ricordano ancora bene questa fuga verso sud. Mio nonno racconta che in quel momento sua madre ha caricato quello che poteva su un carretto, anzi ha preso con sé il suo giocattolo preferito: la sua macchina rossa.

Le strade sono piene di persone, si tratta di uno dei più grandi spostamenti di persone del XXesimo secolo, 8-10 milioni di persone.

La popolazione scappa con il nemico alle spalle, sotto gli attacchi aerei, sotto i mitragliamenti dei famosi Stukas tedeschi.

Mia bisnonna è scappata di corsa con i due figli, non ha aspettato che l’evacuazione dei civili sia stata un po’ organizzata dalle autorità. Infatti, in generale si è cercato di evacuare la popolazione con un minimo di criterio: si è cercato di raggruppare gli abitanti di uno stesso paese in una stessa zona. Così mia nonna si è ritrovata in Vendea e mio nonno in Mayenne.

Durante mesi sono stati ospiti a casa di persone che nel tempo sono diventate più che amici, componenti della propria famiglia.

Nel corso dell’esodo della popolazione, le zone abbandonate sembrano paesi fantasmi, la maggior parte degli abitanti ha lasciato tutto. Le mucche corrono verso le prime persone che vedono perché soffrono per non essere state munte da settimane e vogliono essere liberate da quel latte che le fa soffrire.

Le case sono abbandonate allo sciacallaggio. Sento ancora mio prozio che mi parla del servizio di piatti che ha ritrovato dai vicini ed oggi, è ancora lì. Mia bisnonna di ritorno a casa dopo mesi che sono sembrati anni, ha ritrovato la casa con uno spessore di paglia all’interno come se fosse stata trasformata in alloggio di fortuna da parte di soldati di passaggio.

Quel periodo è stato per i miei nonni il loro primo viaggio, erano piccoli non avevano nemmeno 10 anni, ma sono eventi che li hanno fatti crescere in fretta perdendo l’innocenza di cui dovrebbero godere tutti i bambini.

 

Sono sempre stato appassionato di queste storie che raccontano il vissuto di persone semplice, con il loro punto di vista, le loro esperienze e il loro vissuto. Non esistono solo i grandi eventi della storia, ma anche delle persone che li hanno subiti. Sono anche le piccole storie che fanno la grande storia.

 

Se anche voi avete voglia di cercare, di raccontare e di ricordare e suggerimenti non esitare a contattarci cliccando qui o scrivendo a historiapalermo@gmail.com

 

Un video dell’epoca:

 

Foto: Frankreich, französische Flüchtlinge Bundesarchiv, Bild 146-1971-083-01 / Tritschler / CC-BY-SA 3.0

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