Lettera dal fronte

Prima di concludere il 2018 è necessario ricordare che quest’anno è stato il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Oggi nel nostro piccolo e per molti di noi non sappiamo cos’è la guerra e non ci rendiamo conto di quanto ne siamo fortunati.

Per capire cos’è la guerra dobbiamo sapere cos’è la pace.

In seguito troverete la traduzione di una lettera scritta da un soldato, Charles Guignant dal fronte di Verdun alla compagna il 18 marzo 1916.

Mia cara,
Ti scrivo per dirti che non tornerò dalla guerra. Per favore non piangere, sii forte. L’ultimo assalto mi è costato il piede sinistro e la mia ferita si è infettata. I medici dicono che ho solo pochi giorni da vivere. Quando questa lettera arriverà, potrei essere già morto. Ti dirò come sono stato ferito.


Tre giorni fa, i nostri generali ci hanno ordinato di attaccare. È stato un macello assolutamente inutile.

All’inizio eravamo in ventimila. Dopo aver superato il filo spinato, eravamo rimasti solo circa quindicimila. È stato allora che sono stato colpito. Una bomba non lontana da me è caduta e un pezzo mi ha strappato il piede sinistro. Ho perso conoscenza e mi sono svegliato il giorno dopo, in una tenda dell’infermeria. Più tardi, venni a sapere che dei ventimila soldati che avevano partecipato all’assalto, solo cinquemila erano sopravvissuti grazie a un ritiro richiesto dal generale Pétain.

Nella tua ultima lettera, mi hai detto di essere incinta di due mesi dal mio permesso. Quando nascerà nostro figlio, gli dirai che suo padre è morto da eroe per la Francia. E soprattutto, assicurati che non entri mai nell’esercito per non morire stupidamente come me.
Ti amo, spero che ci incontreremo di nuovo in un altro mondo, ti ringrazio per tutti i momenti meravigliosi che mi hai regalato, ti amerò sempre.

Addio

*fonte: https://premiereguerremondiale.home.blog

Ne approfitto per consigliarvi il libro: Siciliani al fronte. Lettere dalla Grande Guerra. Elena Riccio, Carlo Verri. Istituto Poligrafico Europeo.

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